Lo zafferano non è una pianta esigente dal punto di vista delle condizioni ambientali e pedologiche, poiché si adatta a tutti i tipi di terreno e sopporta temperature estreme variabili tra i 40 ºC in estate e i -15 ºC in inverno. Il suo fabbisogno idrico è stimato tra i 300-500 mm annui. La spezia è composta dagli stimmi essiccati, in forma di filamenti o di polvere. Il fiore dello zafferano presenta uno stimma di colore rosso chiaro diviso in tre filamenti uniti da una piccola parte di stimma di colore arancione. Questa spezia è caratterizzata dal suo potere colorante, amaricante e aromatico. I componenti responsabili di tali proprietà sono rispettivamente la crocina, la picrocrocina e il safranale, oltre ad altri composti volatili.
Un fattore importante, al momento dell'impianto della coltura, è la scelta di un adeguato terreno.
In particolare è necessario considerare:
1) Tipo di suolo: si raccomandano suoli sciolti che favoriscano il drenaggio. Si preferiscono suoli spietrati, le pietre darebbero luogo a problemi nella raccolta dei cormi (bulbi). Sono da evitare anche quei terreni che, per caratteristiche chimo-fisiche, sono soggetti ad attacchi fungini.
2) Irrigazione: lo zafferano è una coltivazione che non necessita di grandi quantità di acqua. 250 mm di acqua piovana, se ben distribuita, possono essere sufficienti. Tuttavia, in climi semiaridi, si ottiene un miglior rendimento di stimmi utilizzando impianti irrigui a goccia o ad aspersione, in particolare nel periodo compreso tra febbraio e aprile.

Alcune raccomandazioni da tenere presenti ante e post trapianto dei cormi:
1. Con un anticipo di tre mesi dal primo impianto, si esegue una concimazione con 20-30 t di letame per ettaro, interrato a media profondità con l'aratura, e una concimazione minerale con 40-50 UF di azoto, 80-100 UF di fosforo e 100-120 UF di potassio.
2. Con una lavorazione superficiale a 10-12 cm si prepara il terreno, sminuzzando la crosta superficiale ed eliminando il materiale vegetale di copertura. Quest'ultimo viene interrato e utilizzato dal suolo come materia organica. L'operazione, da eseguire con sufficiente anticipo rispetto all'impianto, potrà essere realizzata con fresatrice rotativa o motocoltivatore.
3. L'operazione principale consiste in una aratura profonda, a 35-40 cm, da realizzare con aratro a vomere o a dischi. Il periodo migliore è tra marzo e aprile, in modo che il terreno possa beneficiare delle frequenti pioggie di questi mesi. In alternativa si posticipa a maggio - giugno, prima della piantagione dei cormi.
E' preferibile ricorre esclusivamente alla concimazione organica.

IMPIANTO
Effettuata la scelta, preparato il terreno, procurati i cormi, rimane da effettuare la messa a dimora tenendo presente alcuni importanti fattori.
Dimensione del cormo: ha un influenza decisiva nel rendimento della prima fioritura, dovuto al fatto che incide sul numero delle gemme a fiore. Negli anni successivi, con la riproduzione dei cormi, questo fattore perde gradualmente importanza. Infatti, a partire dal terzo anno di fioritura, le rese aumentano in concomitanza con le maggiori dimensioni dei cormi utilizzati. Profondità: si raccomanda di interrare i cormi a 15-20 cm, in modo che non affiorino in superficie nel corso degli anni successivi consentendo lo sviluppo di radici contrattili e consentendo lo sviluppo di nuovi cormi più profondi. Densità d'impianto: si raccomanda una densità di 60 cormi/m². Impianto: si preferisce solitamente l'impianto in solchi separati di 50 cm, con una distanza tra i cormi di 3,3 cm, o in file rialzate di 1,20 m di larghezza per consentire la raccolta meccanica. Periodo: si consiglia di piantare nel mese di agosto o nella prima metà di settembre.

Tipo e dosi di FERTILIZZANTE. Si raccomanda 40-50 UF di azoto sotto forma di solfato ammonico (21% N2), 80-100 UF di fosforo in forma di superfosfato di calcio ( 18 % P2O5) e 100-120 UF di potassio in forma di solfato di potassio (60% K2O5). Periodo di applicazione: si consiglia realizzare la fertilizzazione in copertura in gennaio.
Più semplicemente possiamo consigliare l'utilizo di concime naturale preferibilmente caprino e ovino nella dose di 2kg per metro quadro nel periodo di preparazione del terreno pre impianto, cioè in primavera.

Controllo delle ERBE INFESTANTI:
E’ necessario controllare le erbe infestanti evitando così perdite di prodotto, anche dell'ordine del 5%-20%. Le radici delle infestanti sono inoltre focolai di patogeni. Il controllo delle infestanti si può attuare in due modi: 1) Mezzi meccanici e/o manuali. Dopo un primo intervento manuale è possibile utilizzare fresatrici meccaniche tra le linee di coltivazione. Questi sistemi funzionano sempre bene quando disponiamo di manodopera e la coltivazione si realizza in solchi. 2) Mezzi chimici. Qualora la disponibilità o il costo della manodopera risulti eccessivo o nei casi in cui risulti difficile eseguire una pulizia meccanica si ricorre agli erbicidi.
I prodotti chimici più utilizzati sono due carbamati di bassa persistenza nel suolo: diquat e paraquat, che si applicano solitamente tra giugno e agosto durante il periodo di riposo vegetativo della coltivazione, in dosi da 2 a 4 l/ha. Entrambi sono erbicidi di contatto; diquat si utilizza per le erbe a foglia stretta e paraquat si applica in post-emergenza delle infestanti.